Orgoglio Piacenza

Pierpaolo
Triani

Professore di Pedagogia
Università Cattolica del Sacro Cuore

Chi sono

Sposato con Alessandra e padre di due figlie, insegna Pedagogia generale e sociale nella Facoltà di Scienze della Formazione.
Originario dell’alta Lunigiana, conosce Piacenza prima per motivi di studio, poi per amicizia e per amore.
Da ormai venticinque anni è la sua casa. Si interessa di scuola e di educazione sociale, di prevenzione del disagio giovanile e di formazione scolastica, da molti anni è attivo all’interno della comunità ecclesiale.
Coordina il corso di Laurea in Scienze della Formazione primaria finalizzato alla formazione delle maestre e dei maestri.

Perché Piacenza

Sono nato a Pontremoli, un paese di confine, l’ultimo comune della Toscana al confine con la Liguria e l’Emilia.
Ora ho una seconda forte appartenenza: Piacenza. Anch’essa è una città di confine a due passi dalla Lombardia.
È questo essere al confine che mi affascina, perché ti permette di incontrare realtà diverse e di scoprire ciò che accomuna e ciò che caratterizza i singoli territori.
Penso a Piacenza come una città che ha la vocazione di unire, un po' emiliana e un po' lombarda. Unire con i fatti, senza proclami, ma con le azioni di tutti i giorni.
Penso a Piacenza come una città con vocazione educativa, perché anche educare è saper stare sui confini, accompagnare l’altro senza mai prendere il suo posto.

Passioni

Penso che la mia prima passione sia incontrare le persone e lavorare insieme per progettare un presente e un futuro migliore.
Mi piace molto il lavoro che faccio: insegnare e fare ricerca, continuare a porsi domande e avere la possibilità di cercare qualche risposta.
Per rilassarmi leggo fumetti che completano una libreria ormai troppo carica di libri.
Seguo lo sport…ma in tv anche se so che sarebbe meglio praticarlo.

Cosa vorrei raccontare di Piacenza

È difficile perché tanti sono i luoghi che continuano ad emozionarmi.
In città penso alla Cattedrale, il cui interno a mio parere non ha pari in regione e che mi invita sempre al silenzio. Tra i tantissimi spunti di bellezza e misticismo, impossibile non parlare della cupola realizzata dal Guercino, a prosecuzione del lavoro iniziato da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone.
Penso poi a Palazzo Farnese con quel suo intreccio di maestosità e senso di incompiutezza. Uno spettacolare complesso architettonico che comprende il cinquecentesco Palazzo Ducale, voluto da Margherita d’Austria e progettato da Jacopo Barozzi detto il Vignola, e la Cittadella Viscontea eretta alla fine del Trecento.
Una costruzione unica e riconoscibilissima che porta nelle architetture evidenti tracce della storia della città, la Primogenita d'Italia, e dalla nazione intera.
Palazzo Farnese ospita dal 1983 i Musei Civici, l’Archivio di Stato e alcuni uffici comunali, oltre ad uno spazio mostre per esposizioni temporanee e ad una sala convegni, ricavata negli spazi di quella che un tempo fu la Cappella Ducale, realizzata intorno al 1597-1601, sotto il ducato di Ranuccio I.
Impossibile non citare le valli, una ad una andrebbero gustate con lentezza.
Ma purtroppo mi capita di correre sempre!

Riferimenti

www.unicatt.it