Orgoglio Piacenza

Daniele
Bruzzone

Direttore Centro Studi CARE
Università Cattolica del Sacro Cuore

Chi sono

Laureato in Filosofia a Genova e in Teologia a Roma, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Pedagogia/Education all'Università Cattolica di Milano.
Dal 2001 insegna Pedagogia nella Sede di Piacenza, dove attualmente è coordinatore del corso di laurea in Scienze dell’educazione e direttore scientifico del Centro studi Contesti Affetti e Relazioni Educative (CARE).
Editor-in-chief della rivista "Encyclopaideia: Journal of Phenomenology and Education", Presidente dell'Associazione di Logoterapia e Analisi Esistenziale Frankliana e membro del board internazionale del Viktor Frankl Institut di Vienna.
Si occupa di filosofia dell'educazione e di formazione alle competenze relazionali ed emotive nei contesti dell'educazione, della salute e della cura.
È stato relatore invitato in numerose conferenze internazionali (Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Norvegia, Argentina, Brasile, Messico, Colombia, Guatemala, Perù) ed è autore di 7 libri e oltre 100 tra saggi e articoli scientifici.
Studia attualmente le problematiche educative legate alla ricerca di senso nell'adolescenza e nelle transizioni esistenziali.

Perché Piacenza

Piacenza, per me che vengo da una famiglia genovese e che per lavoro ho girato tanto il mondo, è stata una lenta e piacevole sorpresa.
Il carattere delle persone può apparire di primo acchito abbastanza chiuso, diffidente o ritroso, ma non appena gli si concede la possibilità, lascia facilmente spazio ad una grande generosità.
Questo ha fatto si che, in un momento di passaggio della mia vita, questa bellissima città con i suoi cittadini, mi ha fatto sentire accolto e mi ha permesso di costruire una storia nuova.
Da oltre vent’anni mi considero pienamente piacentino, quasi coccolato da questa ospitalità che è davvero l’indole non dichiarata e non ostentata dei miei nuovi concittadini.

Passioni

La musica è una passione che ho frequentato tantissimo, avendo studiato al Conservatorio.
Amo il teatro, vissuto tutte le volte che posso nello splendido Teatro Municipale di Piacenza.
Sono un viaggiatore seriale (da bambino dicevo che da grande volevo fare "l'uomo con la valigia") e sono abbastanza sportivo: adoro la montagna, dove pratico l’hiking, e da qualche anno mi sono appassionato alla subaquea, un'attività che mi regala il brivido dell’avventura coniugato ad un senso di pace simile alla meditazione.

Cosa vorrei raccontare di Piacenza

Il grande tesoro del territorio piacentino è, a mio avviso, la sua provincia; ulteriore sorpresa che affianca le meraviglie da scoprire in città.
Il fascino romantico della bassa trova espressione nel Castello di San Pietro in Cerro.
Un luogo pregevole veramente magico che consente di fare un lungo viaggio nel tempo.
Negli ambienti del sottotetto presenta una collezione straordinaria di oltre milleseicento opere d’arte di autori contemporanei, esposte a rotazione, in modo da rendere l'idea di una creatività in continuo movimento (concetto racchiuso nel nome stesso del Museo: MiM - Museum in Motion).
Lo spazio museale, elegantemente tratteggiato da dipinti, disegni, fotografie, audiovisivi, performance, sculture ed istallazioni, si sviluppa lungo tutto il percorso tra le due torri, nell’antico camminamento di ronda e nel granaio. Ma anche nel vasto parco alberato che circonda il castello si possono ammirare, immerse nel verde, altre installazioni di arte contemporanea del MiM.
Un intero piano del Castello, un tempo dimora gentilizia quattrocentesca, è stato restaurato in modo da permettere di immergersi nella vita dell’epoca: saloni completamente arredati e decorati da affreschi e camini si susseguono affiancati dal bellissimo loggiato.
Al piano terreno, attorno ad un cortile interno arioso e raffinato, le cucine e la Sala delle Armi raccontano storie di uomini e donne, vicende di guerra e di vita quotidiana, vissute attraverso i secoli.
Ma le sorprese non sono finite: nella penombra dei sotterranei stupisce i visitatori la schiera dei Guerrieri di terracotta di Xian, fedeli riproduzioni autenticate e certificate dal Museo di Storia di Pechino: 90 esemplari irriproducibili, tutti diversi l'uno dall'altro, in un corteo che toglie il fiato.
Un luogo davvero imperdibile.

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