Orgoglio Piacenza

Massimiliano
Busnelli

Contitolare di
Cantina Racemica

Chi sono

Comasco di nascita e laureato in architettura presso l’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana, lavora quindici anni nella ricerca e sviluppo nel settore dell’arredamento di design.
Poi l’opportunità di reinventarsi e intraprendere un nuovo percorso insediandosi sui Colli Piacentini con un’azienda agricola, insieme alla sua compagna Silvia.
Una scelta di passione, di vita e di famiglia. Qui si sono trasferiti, con i due figli, per seguire l’attività.

Perché Piacenza

Dopo lunghe ricerche ho trovato a Piacenza e sui suoi meravigliosi colli i luoghi e le persone ideali per il progetto vitivinicolo che avevo in mente.
L’accoglienza ricevuta da chi consideravo da tempo fonti di ispirazione come Elena Pantaleoni e Giulio Armani, e la capacità di “fare squadra” riscontrata tra i produttori della zona hanno fatto scoccare la scintilla definitiva.
Qui ho trovato l’ambiente ideale per realizzare il mio progetto: antica tradizione vitivinicola, dolci colline integre e non intensivamente coltivate, grandi porzioni incontaminate di bosco e soprattutto la profonda convinzione che questi luoghi e le loro produzioni enogastronomiche di altissimo livello meritino maggior riconoscimento.

Passioni

L’architettura, il design e l’arte mi hanno accompagnato per gran parte della mia vita, e di conseguenza libri, mostre e viaggi li hanno seguiti di pari passo.
In età più matura la passione per il vino, la sua storia e la sua cultura, ma anche interpretare la viticoltura e, l’agricoltura in generale, nel rispetto profondo dell’ambiente e delle generazioni future, hanno preso il sopravvento fino ad arrivare ad intraprendere con passione e dedizione questo mestiere.

Cosa vorrei raccontare di Piacenza

Non essendo cresciuto qui, non ho ricordi ed emozioni che mi legano e riportano a luoghi specifici, ma nella lunga ricerca del luogo ideale per insediare la nostra Azienda Agricola ho girato con molta curiosità in lungo e in largo la Val Trebbia per anni.
A chi ci viene a trovare propongo un percorso lungo questa valle di ciò che più mi ha colpito, iniziando dal Borgo, meravigliosamente conservato di Rivalta, passando dalla terrazza panoramica di Pigazzano che è il sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta, proseguendo con la visita alla Pietra Perduca, alla sua chiesetta (Oratorio di Sant’Anna), alle sue piscine rupestri e godendo della vista panoramica sulla vallata e sulla vicina Pietra Parcellare.
Concludendo poi con l’arrivo nel mistico e accogliente borgo di Bobbio che tra le sue stradine, portici, piazze e il suo Ponte Gobbo custodisce secoli di storia, e dove San Colombano a partire dal 614 d.C. organizzò e consolidò la viticoltura locale.