Orgoglio Piacenza

Nanette
Libiszewski

Creativa
 

Chi sono

Nata in Svizzera, a 16 anni inizia a frequentare la Kunstgewerbe Schule (Scuola d'Arti e Mestieri ispirata alla Bauhaus) di Zurigo; dopo un anno propedeutico frequenta un anno di specializzazione tessile. Successivamente torna a studiare al Liceo e poi si iscrive all'Università, iniziando anche a insegnare in varie scuole.
Nel 1961 sposa il fotografo Serge Libiszewski e si trasferisce a Milano, collaborando attivamente con il marito che in quel periodo è il riferimento per le campagne pubblicitarie della moda milanese (iconiche sono le sue immagini per "La Rinascente", "Prenatal", ...).
Nel poco tempo libero si dedica alla sua passione per l'arte tessile.
Instancabile ricercatrice, sperimenta la tintura con varie tecniche, si dedica all'arte dell'intreccio delle perline veneziane e alla maglieria con filati tinti con colori naturali.
Espone, nel negozio di Elio Fiorucci appena inaugurato, una serie di parei e kaftani, oltre che le collane e i bijoux in perline.
Pubblica i suoi lavori sulle più importanti riviste femminili e partecipa a varie mostre.
Insegna alla Scuola Svizzera di Milano e, dal 1987 al 1989, è stilista per il maglificio Josar, per il quale disegna le collezioni da realizzare con innovative macchine computerizzate per la lavorazione jacquard.
Non ha mai smesso di lavorare con le mani, di sperimentare e di osservare la natura, da cui si lascia ispirare per i suoi lavori.
Ora lo fa sulle colline piacentine dove vive da molti anni.
Ultimamente si dedica alla realizzazione di grandi arazzi, teli e copriletto che riproducono lo scorrere dell'acqua del vicino fiume Trebbia e le spighe di grano delle colline della Val Tidone.

Perché Piacenza

La provincia di Piacenza, con le sue colline, le sue montagne e la sua pianura fluviale, è la realizzazione della mia perenne necessità di contatto con un paesaggio silvestre.
Il perfetto trait d’union con la mia vita professionale, che si è svolta per tantissimi anni a Milano, e la mia necessità di natura, di spazi liberi e di erbe selvatiche.
Coniugare la frenesia della vita lavorativa e la terra, intesa come natura che si respira, che si raccoglie e di cui ci si può cibare, è la grande forza di questo territorio.

Passioni

La passione si sono i colori, i tessuti, la manualità e le tecniche che cerco di esaurire e di portare al limite.
La stessa intensità la porto nell’altra grande passione: le erbe spontanee: adoro studiarle, capirne i valori salutistici e positivi, cercarle, raccoglierle e utilizzarle tutti i giorni nella mia cucina.

Cosa vorrei raccontare di Piacenza

Il percorso che mi sento di consigliare rispecchia la mia ricerca di semplicità e di storicità.
Adoro i paesaggi e gli scorci delle strade che uniscono la Val Trebbia alla Val Tidone.
Partendo dalla Pietra Parcellara, un luogo pieno di suggestioni e energie antiche che domina il letto del fiume Trebbia, suggerirei di proseguire verso la Piana di San Martino, zona di ritrovamenti archeologici che hanno portato alla luce con un centro abitato che si è sviluppato in età tardoantica e si è mantenuto nei secoli dell'alto Medioevo, uno dei più importanti siti dell’antichità protostorica di tutto il Nord Italia.
Proseguendo per queste strade si raggiunge la bellissima Rocca d’Olgisio, la più antica fortezza del piacentino, ideale per trascorrere una giornata tra storia e natura, rilassandosi nei giardini all’interno del castello.
La Rocca è anche un’ottimo punto di partenza per passeggiate sulle colline o nei boschi circostanti, tra sentieri tracciati da cui ammirare alcune delle grotte naturali che costellano i dintorni.
Ad oggi una importante serie di reperti ritrovati nella Piana di San Martino durante le campagne di scavo sono ospitati nel Museo Archeologico di Pianello Val Tidone.