Orgoglio Piacenza

Francesco
Timpano

Professore di Politica Economica
Università Cattolica del Sacro Cuore

Chi sono

Nasce in Calabria, ha studiato a Milano ed a Warwick in Inghilterra, ha cominciato la carriera accademica in Università Statale ed in Università Cattolica a Milano. Dal 1996 insegna Politica economica in Università Cattolica a Piacenza dove si è stabilito con la famiglia da oltre vent’anni.
Piacenza era nel suo destino perché ottenne nel 1989 la Borsa di studio “Tarantelli” dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano presieduta dal prof. Mazzocchi e con la supervisione del prof. Luigi Campiglio, anch’egli docente a Piacenza.
Con quella borsa di studio ha svolto i suoi studi all’estero alla Warwick University, completati successivamente con il Dottorato in Scienze economiche delle università milanesi (Bocconi, Cattolica e Statale) nel 1992.
Dopo i primi anni da ricercatore universitario a Milano, ha vinto il concorso a cattedra in Politica economica nel 2000 ed è stato chiamato dalla Facoltà di Economia di Piacenza allora presieduta dal prof. Moramarco.
Nel corso di questi anni ha ricoperto diversi incarichi accademici di direzione di Master, del dipartimento DISES e del centro studi CESPEM, intitolato alla memoria dell’economista piacentino Mario Arcelli.
E’stato assessore della Giunta Dosi al Comune di Piacenza. Da qualche anno è Presidente del Comitato esecutivo di Banca Centropadana e più di recente è diventato consigliere di amministrazione dell’Università Cattolica. Rotariano, è stato presidente del club di Fiorenzuola d’Arda.
Tutto cominciò con la borsa di studio della Fondazione di Piacenza negli anni Ottanta ed il percorso personale non che poteva che concludersi e ripartire da Piacenza, dove, oltre all’impegno accademico caratterizzato soprattutto per gli approfondimenti sui meccanismi che determinano lo sviluppo locale e la crescita dei sistemi di imprese legati ai territori, ha avuto l’opportunità ed il privilegio di servire la comunità piacentina da amministratore pubblico e nel ruolo di amministratore di una banca del territorio.

Perché Piacenza

Piacenza perché è terra che unisce tradizione e innovazione nel suo DNA di territorio produttivo dell’Emilia Romagna.
Un “territorio snodo” che è davvero crocevia del paese e che è luogo di passaggio di persone e merci.
Ciò che ho da sempre apprezzato di Piacenza è da un lato il forte spirito identitario, da qualcuno percepito erroneamente come quello di una città “chiusa”, ma anche la sua naturale apertura verso l’esterno.
Incrocio di quattro regioni, due autostrade, cerniera tra Emilia Romagna e Lombardia, ben rappresentata dalla via Francigena che l’attraversa e che accompagna ancora pellegrini diretti a Roma, persone che si muovono per motivi di lavoro, oggi anche studenti universitari provenienti da tutto il mondo e anche merci per la sua nuova vocazione logistica.

Passioni

Amo molto visitare luoghi con la mia famiglia. Una cosa che mi rilassa particolarmente è andare in giro per i colli piacentini. Sono di una bellezza incredibile, trasferiscono l’idea di un territorio “amato” dai propri abitanti. E se in fondo alla strada c’è una tipica trattoria piacentina, semplice e abbondante nei piatti, il senso di relax di questi luoghi diventa perfezione.
Amo andare al cinema. Qui non posso non citare il Cinema Jolly di San Nicolò, che sono solito frequentare con mia moglie al venerdì sera a vedere, normalmente con pochi altri spettatori (siano benedetti i gestori del cinema!), i film che qualcuno definisce “impegnati”, ma che io penso siano semplicemente delle opere non banali sulla vita e sul mondo.
Da qualche tempo sono rotariano e con gli amici del club di Fiorenzuola, oltre a passare delle serate culturali insieme, ci impegniamo per migliorare il mondo che ci circonda. Pensavo fosse un’esperienza elitaria ed invece mi trovo in un club di amici veri che provano a fare delle cose davvero positive per chi ha bisogno.
Nei fine settimana, infine, mi piace anche assistere ad eventi sportivi e, dopo gli anni tristi del Covid, ho ripreso a frequentare il palazzetto piacentino dove seguo il basket dell’Assigeco Piacenza, espressione di un bellissimo connubio tra lodigiano e piacentino, o gli stadi di calcio del Nord Italia quando gioca la mia Reggina, squadra della mia città di origine di cui sono davvero “tifoso”.

Cosa vorrei raccontare di Piacenza

Vorrei raccontare di un luogo che amo particolarmente, tra i tanti, ed è il Castello di San Pietro in Cerro del mio amico Franco Spaggiari.
Mi piace perché intanto è un bastione quattrocentesco bellissimo in un parco splendido che racconta della storia della campagna piacentina, della sua tradizione e dell’evoluzione del potere in questi territori, riflettendone al tempo stesso lo stile nobile ed agricolo.
Il Castello è luogo di arte, dove si coltiva questo fantastico connubio tra la storia e il futuro. Il Museum in Motion, il Museo delle armi e la collezione dei guerrieri di ‘Xian sono elementi di questo equilibrio tra l’arte contemporanea, le tradizioni locali e le terre lontane. Di nuovo una splendida sintesi piacentina tra radici e apertura verso l’esterno.
Il Castello è anche luogo di convivialità, dove ho avuto modo in diverse occasioni di trascorrere momenti sereni con amici in diverse occasioni.
Un luogo dove è possibile trascorrere un pomeriggio interessante tra le opere di arte contemporanea, le armi ed i guerrieri del passato e la splendida campagna della bassa.

Riferimenti

www.unicatt.it