Orgoglio Piacenza

Marcello
Campolonghi

Istruttore Milan A.C
settore giovanile

Chi sono

Come tanti bambini, inizia a giocare a calcio all’oratorio del suo paese San Nicolò e capisce subito di aver trovato lo sport che lo accompagnerà per tutta la sua vita, il calcio.
Gioca prima nella squadra del suo paese, ma viene subito selezionato dal Piacenza Calcio, dove gioca in tutte le categorie fino a fermarsi un passo prima di raggiungere la prima squadra.
Passato al Fidenza calcio società che militava nel campionato nazionale dilettanti, cattura, nel primo anno, l’attenzione di un addetto ai lavori che lo porta a giocare alla Maceratese società che militava nei professionisti e nei primi sei mesi si mette in luce sia nel club che nella selezione nazionale di categoria a gennaio ha tante pretendenti ma sceglie il Brescia appena retrocesso in serie B.
Quella è, per sua stessa ammissione, la “svolta della sua carriera”.
A Brescia vince il torneo di Viareggio, il campionato di serie B al secondo tentativo e, immediatamente dopo, firma un contratto di 5 anni con il Milan, dove in quel periodo militavano campioni del calibro di Weah e Maldini.
Girato in prestito al Monza, milita in seguito nel Lecce, nel Cesena, nel Siena, nel Crotone, nella Reggiana e in tante altre squadre ma, orgogliosamente, ricorda di essere tornato tutte le settimane a San Nicolò per ricaricare le batterie.
Ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo con la nazionale italiana under 23, allora allenata da Marco Tardelli, scendendo in campo con, tra gli altri, Gianluigi Buffon, Francesco Totti e Nicola Ventola.

Perché Piacenza

Ho conosciuto molte provincie, molte persone, molte abitudini e modi di essere.
Noi piacentini siamo apparentemente persone chiuse, che hanno bisogno di conoscere chi hanno di fronte, ma che, subito dopo, sono pronti a dare un legame forte e un rapporto vero.
Piacenza ha anche un territorio che nulla ha da invidiare a posti più blasonati: colline morbide, scorci da cartolina e vallate splendide, con una ricchezza culinaria e enologica che dovremmo comunicare meglio.

Passioni

La risposta è facile. La mia passione principale è sempre stato lo sport in generale e il calcio su tutto.
Ora che me lo posso permettere, visto che gli obblighi sportivi sono cambiati, vivo la mia seconda passione: il vino e il cibo, inteso come cucina, di qualità.
Tutte cose che abbondano nella nostra provincia.

Cosa vorrei raccontare di Piacenza

La val Trebbia è la valle del mio cuore e il posto dove amo portare gli amici che non conoscono la provincia.
Della val Trebbia amo la strada che sale, con calma, costeggiando il fiume e accompagnando i visitatori in una sequenza di posti imperdibili: Rivalta, Rivergaro, Travo, Bobbio e Marsaglia, solo per citarne alcuni.
Ognuno di questi posti ha panorami e eccellenze da svelare.
Rivalta con il suo meraviglioso castello, circondato dal magnifico parco di impianto settecentesco, con alberi secolari e giardino all’inglese, e il borgo che conserva l’architettura originale di abitazioni, taverne, ristoranti e negozi.
Travo, con il Castello Anguissola e il Museo Civico Archeologico, ma soprattutto i tanti sentieri per il trekking e il cicloturismo e le bellissime e particolari cime che dominano la vallata: Pietra Perduca e Pietra Parcellara.
Bobbio, premiato come “Borghi più Belli d'Italia” e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, con il suggestivo Ponte Gobbo, il Complesso Monastico di San Colombano, il Museo Mazzolini e il Castello Malaspina.
Marsaglia, dal vecchio centro con le sue piccole case con pareti di bettole e sassi di torrente e tetti in ardesia, e dalle tante “spiagge”, così frequentate d’estate.
Ma la val Trebbia è tanto altro. Basta percorrerla e lasciarsi andare alla scoperta di suggestioni.

Riferimenti

www.acmilan.com